Un uomo fuori dal suo tempo

Giuseppe Verdi raccontato da Giancarla Moscatelli e Lorenzo Arruga.

“Se solo queste mura potessero parlare”. E’ una di quelle affermazioni, insieme banale ed evocativa, che avrei voluto pronunciare o scrivere nel giusto contesto prima o poi. Non ero però ancora riuscita a trovarle uno spazio dignitoso tra gli episodi della mia vita quotidiana. Fino a giovedì, quando trascinata dagli eventi del Festival sono entrata in Casa Verdi, in Piazza Buonarroti.

Il pretesto è servito su vassoio d’argento. Quale migliore momento per entrare in Casa Verdi se non la presentazione del libro “A Milano con Verdi”, di Giancarla Moscatelli (Curci Libri) la prima guida “turistico-musicale che accompagna il lettore in una passeggiata per le strade della città seguendo le orme del grande compositore”?

E fu così che varcandone la soglia e osservando di nascosto le persone che passeggiavano tra i maestosi spazi del palazzo di fine 800, ho pensato con soddisfazione: “Ah, se solo queste mura potessero parlare…”.

E mentre le mura rimangono silenziose, la parola viene magistralmente presa dal maestro e musicologo Lorenzo Arruga. Nell’affascinante sala da concerto, al cospetto di un severo ritratto di Giuseppe Verdi e di un imponente pianoforte a coda, il maestro Arruga avvia con finezza e ironia un dialogo con l’autrice alla scoperta di tratti inediti della vita grande compositore.

Ascoltando i racconti dei due ospiti, mi sorprendo a guardare il ritratto del Maestro che ci sovrasta. Sono molti gli aspetti dell’uomo dietro il compositore che attraggono la mia attenzione, raccontano di un uomo moderno, distante dalla mondanità eppure profondamente estimatore del valore dell’amicizia. Ci rivelano un uomo fuori dal suo tempo, un imprenditore di se stesso e centro naturale della vita sociale e politica della Milano di fine 800. Ma oltre ogni modo vengo affascinata da Giuseppe Verdi, uomo libero. La sua, ci racconta l’autrice, non è una libertà sfrontata e volgare. È una libertà discreta di un uomo è pienamente cosciente di sé, del suo valore e della sua identità. Giuseppe Verdi è un uomo indipendente che porta avanti con coraggio idee e pensieri. Lontano dalla ricerca del consenso a tutti i costi.

Il viaggio tra le pieghe della vita quotidiana dell’uomo che fu Giuseppe Verdi non si conclude ancora, ma alle parole non possono che alternarsi musica e canto. Due giovani cantanti, accompagnate al pianoforte dal maestro Arruga, riempiono la sala con la grazia delle loro interpretazioni. E prosegue in questo modo la presentazione del singolare volume: tra la passione dell’autrice, l’arguzia del maestro Arruga e la vibrante interpretazione delle due cantanti.

E a conclusione di questo nuovo passaggio mi ritrovo arricchita, ancora una volta. E con un nuovo pensiero che mi svolazza nella testa assieme ad alcune arie della Traviata. A Casa Verdi desidero tornare, e cercare di far parlare queste mura, che se solo potessero …

Cristina Raho

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