Settembre 11, 1973

Dal crollo delle Torri Gemelle, l’11 settembre ha sostituito, nell’immaginario collettivo e per ovvie ragioni, un altro 11 settembre che significò per l’America Latina, ma anche per tutto il mondo occidentale, un cambiamento epocale: il rovesciamento della democrazia e l’arrivo di dittature come quella del generale Pinochet in Cile, che sarebbero durate più di un decennio.
Accanto alle manifestazioni che si organizzeranno sicuramente intorno all’attentato newyorkese, l’Associazione MilanoFestivaLetteratura propone un evento per ricordare anche l’11 settembre del 1973, se non il primo, sicuramente il più sanguinoso colpo di stato, al quale ne seguirono altri, nella parte Sud del continente americano.

Lo spettacolo sarà un modo per ricordare e, insieme, per onorare e valorizzare un tesoro che purtroppo diventa vitale solo quando ci viene strappato: la libertà.
E lo faremo con gli strumenti che la libertà si merita. Ci saranno le voci a lei care, quelle dei poeti che hanno da sempre saputo innalzarla come bandiera della propria esistenza, e quelle dei musicisti e cantautori che conformarono la colonna sonora di un’epoca che è anche la nostra.

Martedì 11 settembre, Biblioteca Chiesa Rossa, ore 21.  INGRESSO LIBERO
Via San Domenico Savio 3. Tel. 0288465991

One thought on “Settembre 11, 1973

  1. Riporto uno stralcio dal blog di Autodafé dove si è parlato dello splendido spettacolo
    “Lo scorso 11 settembre ho assistito a uno spettacolo andato in scena presso la biblioteca comunale alla Chiesa Rossa. Si trattava di una riflessione-commemorazione relativa agli eventi dell’11 settembre 1973, data del golpe militare in Cile, affidata alle parole, alle immagini e alla musica. La rievocazione è stata realizzata, e in buona parte recitata, da Milton Fernandez, che tutti voi conoscete bene se non altro come ideatore del festival della letteratura a Milano che si è svolto ai primi di giugno.
    Si è trattato di un percorso che, attraverso i vari linguaggi, ha offerto forti suggestioni, anche per il personale coinvolgimento dell’autore e attore. Naturalmente ha anche seminato spunti di riflessione, perché i fatti accaduti quel giorno procedevano lungo una linea di continuità storica che non può essere circoscritta e ignorata.” (Cristiano Abbadessa)

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