Corazòn al Sur – Poesia, ritmi e colori dal Sud del mondo per la prima notte del Festival

corazonMilano è lontana, questa notte, alla biblioteca Chiesa Rossa. Si parla spagnolo, per lo più, e le note che si ascoltano arrivano da un’altrove che diventa qui e ora. C’è della malinconia in quelle note, la malinconia che – come dice Milton Fernàndez che conduce con il suo consueto calore la serata – non può che contraddistinguere la musica, la poesia e anche l’amore di quei popoli che abitano la terra di Amerrique. E ci spiega che c’è chi sostiene che America, alla faccia del Vespucci, potrebbe derivare da una parola che in lingua lenca-maya significa “la terra dove soffia forte il vento”. Un vento che continua a portarli via, uno dopo l’altro, e che invece questa notte sta facendo fare a tutti noi il viaggio inverso. E questo vento si riempie di poesia. Milton legge – facendoceli sentire sulla pelle – Juan Gelman, Mario Benedetti, Oliverio Girondo e intanto Angel Galzerano, cantautore, uruguaiano anche lui, ci incanta con la sua voce e la sua chitarra. Assieme a lui Sergio Lussignoli coccola sulle sue ginocchia un bandoneon che è ancora un’altra poesia.
E poi il coro Hispano-Americano e danze dall’Equador e Perù ci accompagnano in questo viaggio che termina ballando tutti insieme un candombe, il ritmo tipico uruguayano che ci rimarrà nelle orecchie ancora per molto, in questa prima notte di Festival.
Cristiana Zamparo

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