2084 – Di e con Aldo Stella e Milton Fernàndez

2084Non è facile riemergere da questo spettacolo che ipnotizza per la forza dei suoi contenuti e per la capacità dei due attori di interpretarli. Si applaude entusiasti per la prova ma si rimane lì, un po’ inebetiti, con qualcosa dentro che pesa, pesa più di quanto si vorrebbe. 1984 di George Orwell è un testo straordinario che, pur scritto sessantacinque anni fa, descrive in modo fin troppo lucido quella che è la nostra società. E che non si tratta di un’esagerazione ce lo mostra il filmato che apre lo spettacolo, un montaggio in stile “Istituto Luce” che associa immagini assolutamente attuali ai primi passi del romanzo, quelli in cui si descrive l’oscura dittatura immaginata dall’autore. In un primo  momento si pensa di star assistendo a un film girato per il libro, poi si riconoscono i primi volti e le prime foto di fatti di cronaca e allora ci si sente raggelare. Il gelo prosegue anche dopo, la lettura scenica è pura recitazione e coinvolge fino in fondo, fino a sentire sulla pelle il dolore delle torture fisiche e psicologiche. Tutto, dicevo, diventa tremendamente, fin troppo reale, e si vorrebbe, alla fine, pensare di aver semplicemente assistito a uno splendido spettacolo visionario. Purtroppo, qualcosa ci dice che non è così. Grandissimi Aldo Stella nelle vesti del sadico e lucido torturatore e Milton Fernàndez che ha interpretato Winston in modo davvero toccante. Molto molto bravo anche Andrea Bassani che ha composto le musiche e montato il filmato inziale.
Uno spettacolo da rifare molte volte ancora, sia mai che qualcuno si svegli.
Cristiana Zamparo

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