Parole incrociate a San Vittore

2013_6giug_SanVittore01   Oggi col gruppo “Liberi di leggere” del 3° raggio maschile c’è stato l’incontro conclusivo dei laboratori di Parole Incrociate condotto nei mesi scorsi da Sabrina Minetti, Luigi Carrozzo e Fernando Coratelli. I detenuti si sono confrontati con alcune parole, dalle quali dovevano trarre spunti per incrociare i loro pensieri.
Nella saletta incontri della biblioteca, dopo una breve introduzione per spiegare il lavoro svolto e qualche parere tecnico di Luigi Carrozzo (editor e insegnante di scrittura creativa), sono stati letti pubblicamente gli scritti dei detenuti.
Il pubblico ero io (e forse un paio di ragazzi che  non avevano partecipato ai laboratori): ho potuto apprezzare una serie di scritti molto diversi tra loro, per varietà di temi, di immagini, di forme espressive che mi hanno piacevolmente colpita.  Anna

2013_6giug_SanVittore04
Ecco alcuni elaborati.

Un giorno forse
Un giorno forse sortirò da ‘sta prigione.
Un giorno forse sortirò da ‘sta galera.
E quel giorno si vedrà s’eri sincera,2013_6giug_SanVittore02
quando ai colloqui mi dicevi amore mio, te amo pure se stamo come stamo.
Un giorno forse se vedrà se sotto qu’a sottana c’era ‘na donna o ‘na puttana.
Un giorno forse me leggerò le tue lettere d’amore, che me tenevano impegnato pe’ ore.
Se rileggendole me faranno spavento,
vorrà di’ che ‘sto amore se l’è portato via er vento.
(Sergio)

Il sogno
Sto tracciando il solco
Vi seminerò il sogno
Ne curerò i germogli.
Se pure adesso è un incubo
Ne ascolterò la musica
E parlerò al silenzio.
(Galoma ’59)

Sbarre e mura
Sbarre e mura, la vince chi ha le pelle più dura.
Ci si maschera per vincere la paura.
Il leone, la gazzella, il granchio, lo squalo,2013_6giug_SanVittore01b
Non sei più te stesso ma un baro
Dove perdi vista e olfatto,
Catapultato dal letto ad un vulcano infuocato.
Cimitero, di un freddo cemento armato.
Sbarre e mura, incubo di una disavventura.
Ne rimarrai segnato, se sei debole.
Preda dei richiami resterai incatenato.
(Anonimo)

Lavatrice
Una lavatrice di pensieri.
Ecco la mia testa, ecco il mio risveglio.
Passano i giorni e spero che frenino, i pensieri.
Tac!
La centrifuga si ferma.
Apro l’oblò della lavatrice
E ecco che uno alla volta
Escono i pensieri:
Ansia
Angoscia
Paura
Amore.
E ora?
Si riparte!
(Edoardo)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...