Via Cassin: storie di uomini e di montagna

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Con una scenografia di grande atmosfera, Michele Riccardi ci ha raccontato ieri alla fornace, nella terza serata del Festival, storie di grandi alpinisti e del loro intenso rapporto con la montagna. Scalatori straordinari, ma prima di tutto uomini, mariti, padri, partigiani.

Riccardi ha scelto di raccontarci il lato più intimo di Riccardo Cassin, Guido Rossa, Vittorio Ratti ed Hermann Buhl. Non soltanto quindi le incredibili storie delle loro imprese alpinistiche, ma anche la difficoltà di conciliare il costante richiamo alla sfida della montagna con l’amore delle loro donne. Toccante il momento in cui Riccardi ci descrive come Cassin, attraverso una lettera della vedova di Buhl, capisce che le mogli di questi grandi uomini, inclusa la sua Irma, sono vedove prima ancora di perdere il proprio marito, avvertono la solitudine della vedovanza ogni volta che i loro mariti partono per le loro imprese impossibili, sanno che potrebbero non tornare e lo accettano. Racconti che si snodano attraverso eventi drammatici, ma anche di straordinaria forza di volontà: Cassin che all’età di 80 anni ripercorre la sua via nel 50° anniversario dalla prima scalata, Buhl, che per non perdere neanche un giorno di lavoro e per non essere licenziato, compie il primo incredibile triathlon della storia.

Accompagnato alla tastiera da Alberto Della Vedova, Riccardi ci ha portato in cordata per un’intera serata a conoscere le pareti delle montagne più difficili del mondo e ci ha coinvolti con entusiasmo nelle vite di questi uomini sorprendenti.

Michele e Alberto

tra il pubblico

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