Canti di corte e di taverna. Lucus in una superba rivisitazione medievale

Una rilettura della musica medievale attraverso nuove composizioni ispirate a una rigorosa ricerca filologica delle letterature romanze. Il gruppo Lucus (con l’anima Serena Fiandro alla voce e ai fiati tradizionali, Andrea Tuffanelli a saz e cornamusa, Silvia Vicario all’arpa, Sho Nakanishi alla chitarra e Abramo Paroli alle percussioni), nella cornice della Fornace, ha offerto sabato sera una struggente e vigorosa esibizione delle proprie notevoli creazioni (che, nell’attività del gruppo, si affiancano a concerti di musica medievale originale, con la strumentazione d’epoca). Un concerto ad alta intensità emotiva, forte di un’interpretazione musicale e canora di elevato livello, che ha coinvolto un pubblico attento e richiamato (complice la strategica apertura delle porte) numerosi gruppi di passanti in transito lungo il Naviglio, sedotti dalla magia delle note.

Un evento di grande spessore artistico, perfettamente inserito nello spirito del Festival. Per la sua capacità di mettere insieme alto e basso (come indica il titolo evocando corti e taverne), cultura classica e tradizione popolare. E perché, pur avendo quale momento espressivo la musica, è anche un affascinante viaggio (ben documentato e spiegato al pubblico) alla scoperta di testi che sono alla base delle letterature moderne e delle loro espressioni linguistiche.

Cristiano Abbadessa

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