VioleperEnza, quando il coraggio si fa donna

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Sette donne, sette storie, sette voci che si levano in alto per gridare orrore e violenza, e che spesso vengono messe a tacere nel modo più brutale.

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La voce di Lea Garofalo, uccisa dalla mafia perché testimone di giustizia. La voce di Isoke Aikpitanyi, vittima della tratta delle nigeriane, che lotta per porre fine a questa morte del corpo e dall’anima al grido di “mai più schiave”. Quella di Nahal Sahabi, blogger vittima della repressione in Iran e quella di Marisel Ortiz Rivera, impegnata nella lotta al femminicido. La voce di Assetou Billa Nonkane, che si batte contro le mutilazioni genitali in Burkina Faso, e quella di Neda Agha-Soltan, simbolo della protesta di Teheran del 2009, che in quella protesta la voce l’ha persa. La voce di Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa perché scomoda, perché raccontava la verità e ha denunciato i diritti violati del popolo russo e di quello ceceno.

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Lo spettacolo, promosso da Zeroconfini Onlus, è andato in scena sabato 8 giugno presso il Chiostro dei Glicini dell’Umanitaria.

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