Chiudo in bellezza il mio festival 2013: Alessandro Ducoli

comp 1

Nell’ultimo evento del mio ultimo giorno come volontaria alla fornace,  il festival mi ha fatto il secondo regalo inatteso di questa edizione: Alessandro Ducoli.

pubblico

Parlo di regalo perché senza il festival non sarebbe stato altrettanto facile per me conoscere questo cantautore di grande talento. Le ragioni per le quali Ducoli, pur essendo un artista molto importante del panorama musicale del territorio, non è universalmente noto tanto quanto altri famosi cantautori italiani, mi sono onestamente sconosciute. Credo che le motivazioni possano forse risiedere in quelle logiche di mercato che neanche so perché vengano definite logiche visto che appartengono alla sfera del non-senso. Ma non è per polemizzare che voglio scrivervi, è invece per raccontarvi il mio incontro con Ducoli e l’emozione di averlo sentito cantare per un fortunatissimo gruppetto di persone rimaste incantate.

pepiDuc

Ho contattato Alessandro Ducoli per la prima volta qualche settimana fa per iniziare a prendere accordi per il festival, avevo semplicemente il titolo dell’evento “Brumantica” e la sua mail “baccoilmatto@qualcosa…”, Bacco il matto? Mi sta già simpatico!

Ducoli out

Bacco il matto in realtà è uno pseudonimo usato qualche anno fa, durante la collaborazione con il chitarrista Nicola Bonetti. E non è neanche l’unico pseudonimo usato da Ducoli, lo troverete anche sotto il nome di Cletus Cobb, in versione folk-rock con la band Lupita’s project, ancora in gruppo con la Band del Ducoli e poi di nuovo solista come cantautore, jazzista e tanto altro. Insomma un’anima camaleontica assecondata da una voce altrettanto trasformista, in grado di passare dalla ruvidezza del rock alla dolcezza delle parole sussurrate sulle note di un piano.

pepita & ducoli

il Ducoli lo vado a prendere a Famagosta, perché si da il caso che questa domenica sia una domenica a piedi e lui e il suo pianista, Valerio Gaffurini, che arrivano da fuori con tastiera al seguito, hanno bisogno di un permesso per la loro auto. Appuntamento alle 15. Esco dalla metro a famagosta, gli mando un messaggio “Io ci sono”, mi richiama subito “Signorina!!! Noi abbiamo almeno un’ora di ritardo, eh ieri abbiamo fatto una serata, abbiamo finito tardi, siamo nel traffico…non avevo il tuo numero per avvisarti!!”
Ahhahaha, lo sapevo, se uno che si chiama Bacco arriva puntuale mi delude!! Me ne torno in metro alla fornace, almeno mollo la macchina fotografica e le birre per la festa finale.

comp Vale

Alle 16.30 ritorno a famagosta e lo vedo spuntare dall’altro lato del parcheggio: un’omone alto, vestito di nero e con cappello scuro sotto cui nasconde il viso non esattamente fresco e sbarbato. Entriamo in macchina. Ducoli gentilmente mi cede il posto e siede dietro, schiacciato tra la tastiera, il mixer e il finestrino, e mi presenta a Valerio, in questo momento alla guida, successivamente al piano, e a Pepita, la sua dolcissima cagnolina. L’omone alto e nero tutto accartocciato nel sedile di dietro, con in braccio la sua micro-cagnolina. Fanno simpatia. Più o meno come questa macchina, che se non me l’avessero detto che era una macchina avrei faticato a capirlo da sola, c’è davvero di tutto dentro. Ma Ducoli mi spiega che si tratta di una filosofia ben precisa: una volta superato un certo livello di sporco, una macchina semplicemente non può diventare più sporca, è già il massimo dello sporco. Concordo. Questa di logica, non fa davvero neanche una piega. Ripartiamo verso la fornace.

Valerio penombra mod

In macchina non ci vogliono neanche 10 minuti, ma in quei 10 minuti,  non solo riesco a costringerli a usare il navigatore, ma gli faccio comunque sbagliare strada e li porto addirittura ad un tamponamento (a lieto fine!!). Arriviamo in fornace. Dopo le difficoltà dei permessi per la domenica a piedi, la frenesia dell’organizzazione, l’ansia da prestazione, i viaggi in metro, i dissuasori telecomandati, la pioggia a secchiate, Alessandro si siede con il microfono in mano, Pepita in braccio e inizia a cantare: la sua voce calda e intensa, i suoi testi originali, brillanti, le sue capacità di intrattenitore, i racconti legati alla nascita dei testi,  mi dimentico di tutto il resto. Mi sembra di essere a teatro. Ducoli racconta, canta e non c’è più niente da dire. La mia esperienza al festival di letteratura di Milano, non poteva concludersi in maniera più emozionante!
Daria.

BNucoli

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