10 giugno: musica, canti e testimonianze su Resistenza e resistenze

La IV edizione del Festival della Letteratura di Milano dedicata ai dirittiStorti si è aperta con la giornata dedicata a “la Resistenza, le resistenze”, in collaborazione con ANPI Crescenzago.
Fra parole, musiche, racconti, canzoni si sono ripercorsi momenti importanti della nostra storia, attraverso la proposta di testimonianze inedite, il lancio di nuove sfide, il desiderio di conoscenza e partecipazione.
Il primo appuntamento con la presentazione del documentario Il cammino delle pietre, realizzato dagli studenti dell’IPSSP Marcello Dudovich di Quarto Oggiaro, ha offerto uno spunto interessante per cercare di capire cosa sanno i giovani di quel periodo storico che ha segnato la vita dei loro nonni e bisnonni e ha tracciato le basi per l’Italia di oggi. Pubblico attentissimo e curioso, soprattutto di capire quanto è rimasto nel cuore dei ragazzi da questo lavoro fatto di incontro e confronto con i quattro partigiani milanesi intervistati. Peccato soltanto che, in rappresentanza degli studenti, ci fosse una sola studentessa, Silvia, che ringraziamo per la sua disponibilità al dibattito.

Di tutt’altro genere il racconto di Lorenzo Mazzoni: con il suo romanzo Quando le chitarre facevano l’amore ci ha portati negli Stati Uniti di fine anni Sessanta, in un mondo di ideali e proteste, grandi e piccole resistenze contro un sistema lontano dalle istanze giovanili. Un mondo complesso e ricco di personaggi, che fa da sfondo al tema principale del romanzo: la caccia a Martin Bormann, braccio destro di Adolf Hitler, diventato il finanziatore eccentrico e pacifista di una famosa rock band.

Le parole di Brigante se more, cantate da Sara Bordoni accompagnata da Massimo Latronico, hanno introdotto il romanzo Il demonio di Sant’Andrea di Gaetano Allegra. Uno spaccato della storia del brigantaggio in Basilicata all’epoca della costruzione dell’unità d’Italia. Basandosi sulle testimonianze dell’epoca, Allegra ha ricostruito la rivolta dei briganti come una resistenza all’occupante piemontese, una ribellione verso un’istituzione – quella dell’Unità – non voluta e non capita, che si imponeva come una totale rivoluzione nella vita e nei costumi locali. Una lettura storica che, senza ombra di dubbio, ha suscitato la curiosità del pubblico.

La Resistenza, quella con la R maiuscola, e la Storia sono tornate ad essere protagoniste nella presentazione di Sopravvissi non so come alla notte di Fabrizia Amaini. Resistenza e Storia che hanno assunto “la maiuscola” grazie alla testimonianza di storie e resistenze quotidiane che partono da piccole realtà di campagna. Una testimonianza forte e semplice al contempo, profonda e ricca di memoria.

L’incontro con Paola Meardi (“La terra nelle mani”) e Sabrina Minetti (“L’isola dei Voli arcobaleno”) ci ha portato alle piccole e grandi resistenze di oggi, concentrando l’attenzione in particolare sulle lotte ambientaliste locali, attraverso due racconti di difesa di piccoli territori dal grande valore culturale e umano. Due storie di fantasia, ma ben riconoscibili in tante delle battaglie che vediamo spesso riportate sui media.

La serata si è chiusa con lo spettacolo Voci resistenti, che ha proposto emozionanti letture testimoniali della Resistenza (eseguite da Sara Bordoni con l’accompagnamento alla chitarra di Massimo Latronico), alternate a video-interviste a testimoni della resistenza milanese (anteprima del documentario La memoria che resta di Francesca La Mantia) e canti partigiani da tutta Italia (eseguiti dal gruppo Coro Ingrato). Una serata di grande intensità, a degna chiusura di una giornata ricca di emozioni e di scoperte.

Anna

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