I poeti e la città

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E’ una domenica di giugno nuvolosa e afosa a Milano. Il solito tran tran di turisti impegnati a fotografare ed acquistare affolla le vie del centro. Piazza Duomo brulica di colori e voci. Tutto intorno scorre, si agita, si muove in modo frenetico.

Ma in via dei Mercanti, a pochi passi dal Duomo, si è riunito un piccolo drappello di coraggiosi che pare avere poco a che vedere con ciò che gli circonda. E’ il gruppo Abrigliasciolta che, libri in mano, inizia la sua marcia verso il Castello Sforzesco. In mano non hanno buste griffate né macchine fotografiche e nessuno lecca gelati multicolori. Si spostano solennemente tra la folla e leggono, urlano, sussurrano poesie. Passano i poeti recitando, sfidano pioggia, tram, clacson e indifferenza. Marciano per riappropriarsi della città. I loro versi risuonano in Piazza Duomo, sotto la statua del Parini di Piazzale Cordusio, nel chiostro del Teatro Piccolo.

La folla stupita gli guarda, a volte li segue, forse non capisce. Perché pare così strano che la poesia, relegata nei manuali di letteratura e nelle librerie polverose, scenda in strada. La poesia è roba da accademie, non da turistiche ed affollate domeniche pomeriggio. Ecco perché la carovana marcia; per ricordare che la poesia è una cosa quotidiana. Che la poesia può parlare di amore, ma anche di crisi, lavoro, bisogno di cambiamento, attualità.

E ci piace il modo in cui suonano nei corsi antichi queste poesie nuove, contemporanee, vive, che nei manuali di scuola di non entrano e forse non entreranno mai. Ci ricordano che la letteratura è una cosa attuale, utile, umana.

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Carovana in versi

La poesia si è fatta parola viva irrompendo nel caos del centro metropolitano con la sua forza di messaggio immediato e la capacità di fermare per qualche istante l’indifferenza quotidiana.
È stata un’esperienza totale quella vissuta seguendo la Carovana in versi: i poeti camminavano in carovana declamando, in un brusio “altro”, il loro pensiero e fermandosi di tanto in tanto per letture singole che, seppur per pochi attimi, calamitavano l’attenzione dei passanti, incuriositi e rapiti al tempo stesso.

Anna